Andare a Sperlinga non è di tutti i giorni, si potrebbe dire “vedi
Sperlinga e poi muori”,
ma mi sembra eccessivo.
Piuttosto vedi Sperlinga e diffondi ad amici e parenti che il centro della Sicilia è
dotato di tante
di quelle risorse turistiche che vale la pena fare un
week end siculo ricco di storia dei nostri antenati che di gusto
estetico ne avevano da vendere .
Ormai i pochi abitanti coraggiosi rimasti CONTINUANO A PARLARE il
dialetto Gallo Italico una sorta di unioni di vocaboli francesi,
spagnoli latini, siciliani.
Tutto appare fuori dal tempo, seicento abitanti dediti all’agricoltura
ed allevamento, con naturalezza riportano le antiche tradizioni , senza
farsi scalfire dalla sterile avanzata tecnologia.
Le stradine anguste e ripide permettono appena appena alle macchine il
passaggio rapido.
Durante la passeggiata siamo costretti all’arrivo delle automobili a
schiacciarci alle pareti delle casupole per non essere travolti.
Eppure ci piace, perché abituati a vivere in città caotiche ed
inquinate, il sentire l’arrivo di una macchina quasi ci impaurisce.
Man mano che si sale verso il magnifico castello, apprezziamo i vasi
pieni di fiori posti all’ingresso delle case, le donne giovani e vecchie
incuriosite ci salutano e ci guardano con un largo sorriso .
Lungo le pareti delle case si notano le vecchie e nuove edicole che
riportano le immagini del Patrono del Paese, della Madonna e dell’ultimo
Santo in ordine di tempo San Pio da Pietralcina.
L’ingresso al Castello ORGOGLIO degli Angioini che nel 1282 riuscirono a
renderlo inespugnabile, consta di sei grandi porte che servivano a
scoraggiare il nemico all’assalto dello stesso.
Benchè la cura del grande Castello sia stata trascurata, non si può non
apprezzare l’ingegneria costruttiva della difesa del luogo.
Le grandi finestre circolari permettono di vedere tutto il territorio
sottostante ed anche le enormi pianure del circondario, sembra di
sentire le pulsioni delle cime dei monti Nebrodi sicuramente atte a
conoscere meglio il territorio, sono le escursioni trekking e bike .
Si notano nella struttura del Castello le canalizzazioni dell’acqua
piovana, la raccolta delle acque in grandi cisterne scavate nella
roccia, gli immensi granai che davano lunga autonomia alimentare durante
l’assedio dei nemici.
Il tempo e l’incuria non ci fanno ammirare l’arredamento che sarà stato
magnifico, ma la disposizione delle stanze , della cappella religiosa,
l’uso di grandi fornaci per la lavorazione dei metalli , ci fanno
rivivere l’attività lavorativa che nel Castello vigeva.
Infine la visita alla ultima Torre CI PERMETTE DI VISIONARE A 360° la
sua mole gigantesca. Una descrizione video del Castello di Sperlinga